Dalle grosse aziende alle università più blasonate, tanti iniziano a pensare a Second Life come mezzo di istruzione: cambierà forse il sistema di fare scuola?
Alla Harvard Law School esistono lezioni educative, in aule virtuali tenute ovviamente su SL: per ora è solo un esperimento ma sembra che con questo sistema si riduca drasticamente l’endicap del mancato contatto fisico che tutti gli insegnamenti a distanza avevano sempre accusato.
“Parlando delle reazioni dei suoi studenti il professor Charles Nesson afferma che hanno mostrato grande voglia di partecipare e mettersi in gioco ma anche e soprattutto di aiutare, di fornire suggerimenti su come migliorare questa nuova esperienza educativa”.
Già altre facoltà e scuole americane si erano mosse verso questi esperimenti educativi, ma anche le aziende, le corporation “– IBM in testa – interessate a sfruttare le potenzialità della virtualità tridimensionale per formare collaboratori e dipendenti.”
Sicuramente in modo migliore per imparare la lingua straniera è trovarsi a doverla parlare nei casi reali che ci possono capitare, magari facendo esperienza in una città straniera.
“La LanguageLab, scuola di lingue ancora in fase sperimentale, insegna ricreando una serie di ambientazioni tipiche (come l’aeroporto, l’ufficio, il nightclub) di una città straniera, nelle quali immergersi per provare esperienze di vita reale.”
(da http://www.nomads.it)
Speriamo di vedere presto segni analoghi anche in Italia, dove la macchina dell’istruzione è sempre stata forse troppo lenta rispetto a un mondo in così veloce cambiamento.



Jarodd Allen | 28 giu 2007 | Replica a questo commento
Mi auguro vivamente di poter vedere qualche segnale anche da parte dell’italia verso questo tipo di comunicazione